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giovedì 12 settembre 2013

Giarre, schiavizzata si rifugia in chiesa

Ventenne costretta all'accattonaggio chiede aiuto al parroco. I carabinieri si mescolano ai fedeli e arrestano l'aguzzino

GIARRE (CATANIA) - Per lungo tempo sarebbe stata schiavizzata e costretta all’accattonaggio per le strade e le chiese di Giarre. Un incubo senza fine per una ventenne giarrese che ieri pomeriggio ha avuto la forza di reagire ai soprusi, chiedendo aiuto al parroco della chiesa Gesù Lavoratore e poi ai carabinieri che hanno teso una trappola all’aguzzino, in chiesa, dinanzi l’altare, durante un momento di preghiera, riuscendo a bloccarlo in flagranza di reato.

Ieri pomeriggio, attorno alle 18, una giovane si è presentata nella sagrestia della chiesa Gesù Lavoratore, nel quartiere residenziale di via Cairoli, chiedendo di potere subito parlare con il parroco che in quel momento però non si trovava in chiesa. La ragazza, in evidente stato di choc, ha chiesto di recarsi in bagno rimanendovi per lunghi minuti. Ma si è trattato solo di un pretesto per trovare un luogo sicuro dove nascondersi. In preda al panico, infatti, la ragazza, con il proprio cellulare, ha contattato il 112 dei carabinieri, raccontando di essere vittima del proprio convivente che l’avrebbe costretta, minacciandola pesantemente, a praticare l’accattonaggio e che sarebbe quindi fuggita, trovando rifugio in chiesa dopo una furibonda lite. 

I carabinieri del nucleo operativo raccolta la segnalazione sono riusciti a mettersi in contatto con il parroco, nel frattempo rientrato, raggiungendo la giovane ancora barricata nel bagno della chiesa, rassicurandola e convincendola a collaborare. Sicuri che il convivente della ragazza alla fine si sarebbe presentato in chiesa, i carabinieri hanno teso una trappola. I militari che hanno agito in abiti civili, fingendosi fedeli, si sono posizionati sulle panche, raccogliendosi in preghiera insieme agli altri senza destare sospetto. La ragazza, convinta ormai a collaborare con le forze dell’ordine, ha continuato nella sua attività di accattonaggio, chiedendo l’elemosina alle persone che entravano in chiesa, cosi come faceva da lungo tempo. 

Sono trascorsi pochi minuti quando si è presentato il convivente, un giovane sui 25 anni circa, disoccupato, di Giarre, che avrebbe cominciato con la ragazza una vibrata discussione; a quel punto i carabinieri hanno bloccato il giovane, ammanettandolo in flagranza di reato. E’ stato poi condotto nel vicino comando compagnia e sottoposto a un lungo interrogatorio protrattosi sino a tarda sera.Il parroco, don Nino Russo che ha espresso il proprio apprezzamento per l’operato dei carabinieri non nasconde però la propria indignazione per il fenomeno dell’accattonaggio, che, secondo il prelato, mette a rischio la sicurezza dei fedeli, senza contare le preoccupazioni per l’aumento dei reati predatori, in particolare scippi e furti, che stanno procurando allarme sociale a Giarre.

Articolo pubblicato nell'edizione odierna de La Sicilia 

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