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sabato 11 giugno 2016

Costa Volpino, ex trafficante scomparso Nel pollaio del padre oltre 1 milione di €

Lui non si trovava dal 26 maggio scorso e ora nel pollaio dell’abitazione del padre, e nell’appartamento, i carabinieri hanno trovato oltre un milione di euro. Siamo a Costa Volpino.
Il blitz dei militari risale ad alcuni giorni fa: i soldi erano nascosti nel pavimento del pollaio di Franco Garatti. I carabinieri stavano
indagando sulla scomparsa del figlio Fabrizio, 44 anni, condannato per traffico di sostanze stupefacenti: nel 2009 lo fermarono con 40 chili di marijuana nel baule della macchina.
Ora si tratta di soldi in contanti nascosti in appartamento e nella baracca attigua all’abitazione del padre di Garatti, che a Costa Volpino molto conoscono con il soprannome del «Biscio». Lui viveva a Gratacasolo, a Pisogne, nel Bresciano. Qui i controlli sono già stati attuati conuna eprquisizione che non aveva portato a nulla. Ma poi le indagini hanno portato alla casa del papà dove i carabinieri hanno trovato i soldi.
Ancora non chiara da dove arrivi il denaro, continuano le ricerche del 44enne: accantonata l’ipotesi del suicidio, gli inquirenti parlano anche di omicidio o all’allontanamento volontario ma c’è il massimo riserbo sulle indagini.
Considerando che i 40 chili di droga sono costati a Garatti una condanna confermata in appello (a settembre, quando è prevista l’udienza in Cassazione, potrebbe tramutarsi in una sentenza definitiva), c’è chi pensa che si tratti di una fuga organizzata. Ma non si capirebbero i soldi nascosti, che forse il Garatti sarebbe passato a prendere.
La sua scomparsa anche in tv, a «Chi la visto?»: di lui rimangono soltanto la jeep rinvenuta in via Nazionale con all’interno il suo portafoglio e il cellulare. L’uomo è stato cercato per giorni interi dai vigili del fuoco e la protezione civile che avevano focalizzato l’attenzione tra la località Ponte Barcotto di Costa Volpino e la passerella ciclopedonale sul fiume Oglio del comune di Rogno: le squadre a terra a fine mese avevano setacciato con le unità cinofile i due argini mentre con i gommoni i vigili del fuoco hanno controllato il corso d’acqua.
In tv la compagna di Fabrizio Garatti, Monica Frassi, aveva lanciato un appello perché se qualcuno avesse visto in quei giorni il papà del suo bambino di 4 anni avvisasse le forze dell’ordine. Proprio la compagna di Garatti era stata ascoltata lungamente dai carabinieri della Compagnia di Clusone guidati dal capitano Diego Lasagni che avevano chiesto alla donna di concentrarsi in particolare sugli ultimi giorni in cui Garatti era a casa: era nervoso, si comportava in maniera insolita, aveva ricevuto telefonate o messaggi che lo avevano turbato? Tutte le ipotesi restano in piedi ma, visti i trascorsi dell’uomo (nel 2009 era stato arrestato con 40 chili di marijuana e a settembre arriverà la sentenza della Cassazione) si temono risvolti ben più drammatici di un allontanamento volontario. Al vaglio degli investigatori anche le telecamere, i tabulati e le celle telefoniche per accertare chi possa avere incontrato prima di scomparire nel nulla. 




ECO DI BERGAMO

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