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giovedì 8 agosto 2013

Buzzanca in ospedale, giallo su ipotesi suicidio La La famiglia smentisce: «solo un malore».

Il figlio Massimiliano: «tranquilli, il leone è ancora in circolazione»

 

ROMA. Lando Buzzanca, l'ex Merlo maschio della commedia all'italiana, alla vigilia dei suoi 78 anni, che compirà il 24 agosto, è stato trasportato oggi all'alba all'ospedale Santo Spirito di Roma con le vene dei polsi tagliate. Non è in gravi condizioni, ma è giallo sui motivi del suo ricovero dovuti, secondo una prima ricostruzione, a un tentato suicidio per il rifiuto di un suo copione.
Un gesto di disperazione, sul quale avrebbe lasciato anche un bigliettino,  subito smentito dai familiari. «A chiedere aiuto questa mattina alle 6.35 è stata la domestica. Io sono stato avvertito mentre stavo andando al lavoro. Nessun suicidio, un forte colpo di calore aggravato da stress da lavoro e dall'età» ha detto all'ANSA Salvo Buzzanca, fratello di Lando, che si è precipitato all'ospedale.    
Impegnato in questi giorni sul set del Restauratore 2 diretto da Enrico Oldoini, «Lando non è il tipo che si suicida. Stava lavorando in piena attività a Roma. Non so come sia venuta fuori neppure questa storia della lettera, di un suo scritto», aggiunge il fratello.
Qualcosa lo aveva però deluso sulla seconda serie della fiction di Rai1, come spiega il figlio Massimiliano, anche lui attore. «Se leggete il mio post di qualche giorno fa avrete notato che il mio angusto genitore era piuttosto "contrariato" perchè gli hanno cambiato i copioni a pochi giorni dal ciak - scrive Massimiliano -. Ora sommate tre settimane di lavoro a Roma con 38 gradi di media, stress da memoria, incazzature varie, più 78 anni di età e il risultato è un crollo fisico che sfido chiunque a non avere con questo caldo» dice Massimiliano confermando la posizione della famiglia.  
«Tranquilli e sereni tutti, il vecchio leone è ancora in circolazione» assicura il figlio di Buzzanca. «Poi detto tra noi, la serietà di mio padre è tale che ammesso e non concesso dovesse decidere un giorno di suicidarsi, prima finirebbe l'ultimo ciak dell'ultima scena e poi potrebbe farlo, ma solo ed unicamente perchè sente fortemente la mancanza della sua unica compagna di vita scomparsa quasi tre anni fa (Lucia Peralta, morta nel 2010 ndr) non per un banale rifiuto, come hanno scritto» aggiunge Massimiliano.   
Dopo l'apparizione in Ben Hur, il grande debutto come attore di Lando Buzzanca, originario di Palermo, dove è nato il 24 agosto del 1935 - che non ha mai nascosto la sua simpatia per la destra e l'amicizia con Gianfranco Fini - arriva nel 1961 con Pietro Germi che lo sceglie per il ruolo di Rosario Mulè in Divorzio all'italiana. Un'altra grande svolta nella sua carriera arriva nel 1971 con la commedia "Il merlo maschio" di Pasquale Festa Campanile con Laura Antonelli. Ma gli anni '70 sono anche quelli del successo televisivo in coppia con Delia Scala in "Signore e signora" con il tormentone '"Mi vien che ridere" del quale Buzzanca ha parlato come di una «delle cose più belle della mia vita». La sua popolarità poi cala bruscamente e dopo anni dedicati al teatro Buzzanca torna alla ribalta in tv nel 2005 con il trionfo della miniserie di Rai1 'Mio figliò diretta da Luciano Odorisio, nata da un'idea dello stesso Buzzanca che interpreta un poliziotto, il Commissario Vivaldi, padre di un ragazzo gay. Nel "Restauratore" è invece il sensitivo Basilio. 

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