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martedì 4 marzo 2014

'ndrangheta: blitz della Polizia in Lombardia, oltre 30 arresti

Sequestrati beni e società per milioni di euro anche in altre regioni italiane


La Polizia sta eseguendo alcune decine di arresti in Lombardia e in altre regioni italiane al termine di un'indagine nei confronti di presunti appartenenti alla 'ndrangheta operanti in Brianza. In corso anche perquisizioni e sequestri di beni mobili, immobili e società per un valore di decine di milioni di euro.
L'inchiesta, condotta dalla Squadra mobile e coordinata dalla Dda milanese, ha portato all'emissione di
40 ordinanze di custodia cautelare (21 in carcere e 19 ai domiciliari). Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, riciclaggio, usura, estorsione, corruzione, esercizio abusivo del credito, intestazione fittizia di beni e società. L'organizzazione, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe più volte fatto ricorso all'intimidazione e alla violenza mentre in più occasioni sarebbe intervenuta per pacificare i dissidi sorti all'interno della stessa 'locale' di 'ndrangheta o con altre organizzazioni criminali.
Vittime usura due dirigenti sportivi - Ci sono anche il vice presidente esecutivo del Genoa Antonio Rosati, e il dg della Spal Giambortolo Pozzi tra gli imprenditori finiti nella morsa dell'organizzazione della 'ndrangheta smantellata. Lo hanno precisato in conferenza stampa in Questura a Milano. Fanno parte di una lunga lista di imprenditori diventati vittime
Scoperta anche banca clandestina - L'organizzazione aveva a Seveso una vera e propria banca clandestina, in cui venivano riciclati i proventi delle estorsioni e dell'usura, grazie ad un'ampia rete di società ma anche alla collusione di imprenditori e di impiegati postali e bancari I capitali accumulati, hanno inoltre accertato gli inquirenti e gli investigatori, oltre ad essere esportati in Svizzera e a San Marino venivano reimpiegati dall'organizzazione attraverso l'acquisizione di attività economiche nel settore edilizio, negli appalti e nei lavori pubblici, nei trasporti, nella nautica, nelle energie rinnovabili e nella ristorazione. Secondo gli inquirenti, inoltre, i membri dell'organizzazione avevano anche organizzato una raccolta di denaro per sostenere i familiari di 'ndranghetisti detenuti
Capo clan in Brianza 'come la Banca d'Italia - Giuseppe Pensabene, il presunto capo del clan della 'ndrangheta radicata in Brianza smantellato con un'operazione della Dda di Milano, era "una sorta di 'Banca di Italia'". Lo scrive il gip di Milano Simone Luerti nell'ordinanza di custodia cautelare riportando le parole di uno degli arrestati che così descrive in un'intercettazione il presunto boss. Non è un'esagerazione affermare, scrive il gip nell'ordinanza a carico di 40 persone ''che Pensabene ed il suo gruppo criminale hanno operato come una vera e propria banca clandestina, gestendo flussi di denaro liquido ingentissimi sicuramente di provenienza delittuosa, ed investendolo in operazioni finanziarie e speculazioni immobiliare illecite''. L'enorme disponibilità di denaro liquido, spiega ancora il giudice Luerti, ''da parte di Pensabene Giuseppe giustifica pienamente, e rende perfettamente calzante, l'affermazione di Morabito Maurizio (uno degli arrestati, ndr), nel corso della conversazione ambientale del 03.08.2011, alle ore 16.54, quando, dopo avere riepilogato le consistentissime somme di denaro investite nei diversi affari, lo stesso Morabito definiva Pensabene come una sorta di 'Banca di Italia'''. Morabito intercettato diceva: "ah, già stasera la devi vedere? Mannaggia ... ci vuole la Banca di Italia per davvero con te … e abbiamo bisogno della Banca di Italia? Tutti i giorni abbiamo … 50, 60, 30 …''. Si riferisce, chiarisce il gip, ''a somme di denaro contante variabili dai 30 ai 60 mila euro''.

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