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venerdì 29 aprile 2016

Palermo, sequestro da 15 milioni di euro ad un sodale di Riina Junior: anche il bar vicino al Pantheon dove si trova salma di Falcone

PALERMO – C’e’ anche il bar ‘San Domenico’ davanti all’omonima chiesa, ‘Pantheon’ di Palermo, dove e’ stata traslata anche la salma di Giovanni Falcone e dove si sono celebrati i funerali di molti servitori dello Stato, nel patrimonio da 15 milioni sequestrato a Francesco Paolo Maniscalco, figlio di un esponente di spicco della cosca di Corso dei Mille, e legato a Giuseppe Salvatore Riina, figlio
del padrino corleonese. I sigilli sono stati apposti a immobili, auto, decine di rapporti finanziari e otto aziende, e tra queste la palestra Body Club di via Dante, societa’ attive nel settore dolciario e della torrefazione del caffe’. Da oggi tali attivita’ saranno affidate all’amministrazione giudiziaria. Per gli investigatori, la misura di prevenzione patrimoniale applicata dal Tribunale delle misure di prevenzione, presieduto da Giacomo Montalbano, su proposta del procuratore aggiunto Bernardo Petralia e del sostituto procuratore Calogero Ferrara, “rappresenta un duro colpo per l’economia vicina alla mafia di Palermo centro”. La misura di prevenzione patrimoniale e’ stata applicata dal Tribunale delle misure di prevenzione, presieduto da Giacomo Montalbano, su proposta del procuratore aggiunto Bernardo Petralia e del sostituto procuratore Calogero Ferrara.
Francesco Paolo Maniscalco e’ stato arrestato nella notte di Natale del 1993 nel corso dell’operazione denominata “Angelo due” che porto’ all’arresto di 15 appartenenti ad una organizzazione dedita al traffico di stupefacenti operante sulla rotta Colombia-Gran Bretagna-Italia, in collegamento con i cartelli di Cali’ e della Valle del Cauca. Nel 2000 e’ stato nuovamente arrestato, insieme ad altri esponenti di vertice del mandamento mafioso Porta Nuova, per aver organizzato un colpo da 20 miliardi di lire all’Ufficio di Crediti su Pegno della Sicilcassa nel 1989. Nel 2002 e’ stato nuovamente arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso. In questo caso le indagini hanno messo in luce i rapporti privilegiati con Riina jr, emergendo il suo ruolo di anello di congiunzione tra quest’ultimo e numerosi altri mafiosi palermitani. Gia’ nel 2012 i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo avevano indagato sui suoi interessi economici, portando alla luce un patrimonio ed una galassia di societa’ a lui riconducibili, ma intestate fittiziamente a terzi.





Il Fatto


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