ultime

Cerca articolo

mercoledì 27 aprile 2016

L'ex camilliano accusato di aver rubato denaro: «Se ammanco c'è stato, restituirò tutto»

ACIREALE -  Per l’ex rettore della Casa Sollievo di San Camillo di Acireale, Vincenzo Duca, la fuga d’amore con la volontaria rimane «un fatto personale che non sarebbe dovuto uscire dalla sfera privata».Il giorno dopo la pubblicazione della notizia sul nostro quotidiano con il conseguente clamore suscitato, il camilliano che per amore avrebbe abbandonato l’Ordine e smesso l’abito da chierico - ma è accusato dai suoi stessi fratelli di avere svuotato le casse dell’ente di beneficenza in cui
rivestiva il duplice ruolo di direttore ed economo - si difende e attacca. «Io non mi debbo discolpare di nulla di ciò che è stato scritto» esordisce al telefono l’ex religioso. Ma lei ha abbandonato il centro che le era stato affidato dai suoi superiori senza informare nessuno. Come spiega questa decisione?
 «Sono scelte personali molto sofferte e ponderate nel tempo: l’unica cosa che mi sento di dire è che non c’è stata nessuna fuga d’amore. Una persona a 44 anni può anche modificare le proprie scelte, lungamente sofferte, magari non comunicate a confratelli, perché me la sono voluta gestire da me con delle persone molto vicine a me».Ammetterà, però, che la sua scelta è stata improvvisa e inaspettata?«Non mi andava di vivere due vite parallele e qualcuno mi ha dato la giusta scossa, facendomi capire che sarebbe stato corretto così. Come a qualcuno forse avrebbe fatto piacere che io avessi voluto vivere una doppia vita».L’ex padre camilliano è comunque un “fiume in piena”. Non accetta che la sua presunta storia d’amore con la volontaria dell’istituto sia finita in pasto alla stampa e al clamore di tutta Acireale che da ieri non parla d’altro. Adesso però l’ex “fratello camilliano” dovrà difendersi dall’accusa di avere trasferito sul proprio conto corrente le donazioni dell’Odine, di cui era economo, e di aver prelevato anche il contante dalla cassa.
 Soldi necessari all’acquisto anche di generi di prima necessità e per fornire un pasto caldo ai tanti bisognosi che quotidianamente si rivolgono alla struttura di accoglienza oltre ad essere utilizzati dai camilliani per le spese delle missioni in Benin.Sul paventato ammanco di denaro, l’ex camilliano, però, giura «di non avere ricevuto alcuna comunicazione ufficiale degli inquirenti». «Se manca del denaro, con quel poco che ho - racconta ancora per telefono - farò fronte anche a questa situazione. Ho comunque mandato un messaggio al mio superiore provinciale - prosegue - informandolo che è mia intenzione restituire quello che si dice io avrei prelevato ingiustamente».Ma come vive questa nuova condizione da cittadino, dopo nove anni di impegno tra i “Ministri degli Infermi”?«Non mi piace affrontare le questioni personali in questo modo. E aggiungo: aver riferito che la persona con cui intendo vivere il resto della mia vita appartenga ad una famiglia molto in vista di Acireale significa rivelarne il nome e il cognome.
 La pubblicazione di questi particolari ha ferito la mia compagna e la sua famiglia che, grazie a Dio, sono dalla mia parte perché hanno compreso l’amore che nutriamo l’uno per l’altra». Al di là della questione personale, che va rispettata in pieno, rimane per lei l’onta della denuncia del suo ex Ordine per la presunta sottrazione dei fondi dell’istituto religioso che lei gestiva nella piena fiducia dei suoi superiori. «Ribadisco che se ammanco c’è stato, con le mie possibilità, restituirò il tutto all’Ordine. Attendo comunicazioni da parte dei miei ex confratelli». 


La Sicilia        

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti pubblicati non riflettono le opinioni di questo blog, ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento che se ne assume le relative responsabilita'. Non saranno pubblicati i commenti che contengono elementi calunniosi o lesivi della dignita' personale o professionale delle persone cui fanno riferimento.