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lunedì 31 dicembre 2012

Salemi. Approvato il Consuntivo con 1milione e 600mila euro di debiti fuori bilancio


Un quadro chiaro ma a fosche tinte quello dipinto dai Revisori dei Conti del Comune di Salemi. Non è un ossimoro, ma la situazione reale e contraddittoria dello stato finanziario dell’ente.
E’ quanto si ricava leggendo le quaranta pagine del documento. Si rimane senza fiato. Seppur scritto in un asettico stile burocratico, traspare evidente la preoccupazione degli estensori
. Diciamo subito che le conclusioni sono favorevoli. Approvano Bilancio Consuntivo 2011, ma ad una condizione, sembrano voler dire. Che si cambi registro d’ora in avanti. Ritengono urgente che i conducenti dell’Ente intraprendano una nuova rotta. Occorre attivare ogni utile iniziativa in grado di superare lo “stato di criticità” che sembra essere costantemente incombente sul comune di Salemi. Quasi endemico. Un circolo vizioso che si perpetua da tantissimo tempo. Che si alimenta quando ti tieni i soldi in cassa e non paghi i creditori. Non paghi i prestatori di servizi, i fornitori, le parcelle dei professionisti, credendo di fare risparmiare l’ente che gestisci. Al contrario un Comune che ha i soldi e non paga non è un ente virtuoso. E’ un ente avaro che determina una struttura in “stato di criticità” perenne. Così operando infatti si creano i famigerati residui passivi che, contrariamente a quanto si crede, determina l’esistenza di uno di quei 5 parametri su 10 che a sua volta crea la condizione di deficitarietà strutturale. E’ un vizio che viene da lontano, prima ancora dell’avvento di Sgarbi. Sembra di sentirli i sindaci di questo trentennio. Sempre a vantarsi di essere oculati amministratori. Perché se è vero che un buon amministratore non può allestire una mostra, inaugurare il Centro Kim, andare in un albergo a 5 Stelle senza coperture di spesa, è pure vero che in presenza di esse è da stupidi non emettere alla scadenza il mandato di pagamento. E’ quello che è successo sistematicamente e in modo patologico negli anni antecedenti allo scioglimento della giunta e del Consiglio comunale per mafia. Nel primo caso si generano i debiti fuori bilancio, mentre nel secondo i cosiddetti residui passivi. In entrambi casi si viene a determinare una situazione anomala. Occorre eliminare questa perniciosa anomalia. Il Collegio di Revisione ritiene che “lo scostamento fra determinazione e rideterminazione dei residui a distanza di un esercizio è di entità rilevante e tale da far perdere significatività ed attendibilità al risultato dell’esercizio precedente ed alle risultanze del patto di stabilità. Parole tombali! In parole povere: alla tirchieria dei sindaci precedenti occorre ora contrapporre lo “scialo” della Commissione Straordinaria. Onorare, cioè, tutte le pendenze che assediano l’ente. E’ quello che si ripromette di fare, da buon napoletano, il suo presidente Leopoldo Falco. Servendosi della collaborazione del dottore Calogero Calamia, già direttore della ragioneria a Salemi, ma entrato quasi subito in rotta di collisione con la giunta sgarbi. Definito in senso dispregiativo come un “muro”, preferì andare via per assolvere al ruolo di alto dirigente del comune di Trapani. Oggi è segretario comunale del comune di Poggioreale. E’ ritornato ora a Salemi, come sovraordinato in deroga perché fortemente voluto dal Prefetto Falco, e con l’incarico di manovrare la cabina di regia del settore finanziario del comune. Ma la via crucis dell’ente comunale di Salemi non finisce qua. Dopo la pesante sanzione subita per il mancato rispetto del patto di stabilità per l’anno 2010, ora se ne aggiunge una seconda. Entro il 31 marzo di quest’anno infatti gli uffici comunali di competenza avrebbero dovuto trasmettere la certificazione al ministero dell’economia e delle finanze che il patto di stabilità questa volta era stato rispettato. La sanzione è pesantissima. E’ scattato il divieto di assunzioni a qualsiasi titolo con qualsiasi voglia tipo di contratto compresi co.co.co e stabilizzazioni. Il guaio è che effetti più che negativi si ripercuoteranno nel prossimo anno 2013. A piangerne le conseguenze saranno per l’immediato due lavoratori di cui per rispetto omettiamo i nomi. Ma il fatto grida vendetta. Uno di è un padre di famiglia il cui contratto scade il 31 di questo mese. E’ intollerabile che la negligenza di qualche sprovveduto debba ricadere sulle spalle di un inerme lavoratore. Se vigesse la legge biblica del taglione o quella dantesca del contrappasso il responsabile non dovrebbe subire la stessa sorte! “ Faremo di tutto per trovare una soluzione”, ha assicurato il prefetto Falco. Intanto per una sentenza della Corte dei Conti del 2011 il rapporto per le spese del personale dal 47,55 è passato al 59% a causa dei costi del personale delle società partecipate. Nel caso dei comuni del Belice incide quello relativo al personale dell’Ato Belice Ambiente. La conseguenza negativa è il divieto di nuove assunzioni che come è noto scatta quando il rapporto supera il 50%. I Debiti fuori bilancio infine ammonterebbero a 1.600.000 euro. Fino alla data odierna si è calcolato che i creditori ammontino ad una sessantina circa. Ma potrebbero essere destinati ad aumentare. Ancora in questi giorni si fanno sentire richieste per il saldo di prestazioni. Ma per essere soddisfatte sono tre i requisiti indispensabili per essere riconosciute. Occorre cioè che via sia stato un arricchimento dell’ente, constatare l’utilità e che la spesa sia inerente alle finalità che un comune deve perseguire. I debiti risultano essere emersi a chiusura dell’esercizio finanziario 2011,ma che non sono stati riconosciuti entro la fine di quell’anno. A questi ci sono da aggiungere ulteriori debiti emersi nel corso del 2012 che per la parte proveniente dall’esercizio precedente, scrivono i Revisori, “alterano l’attendibilità del risultato di amministrazione e le risultanze del patto di stabilità”. Alla luce di questa considerazione il Collegio ha messo le mani avanti riservandosi di relazionare dopo avere avuto maggiore contezza sull’entità del “fenomeno”. Così lo definiscono. Insomma, come direbbe il grande Totò, il principe De Curtis, “se tutto va bene, siamo rovinati”. Abbiamo avuto modo di constatare di essere in buone mani. Il prefetto Falco ha infatti avuto l’accortezza di circondarsi di ottimi collaboratori tecnici che fa ben sperare. Ce n’è tanto bisogno.


Franco Lo Re

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