ultime

Cerca articolo

lunedì 31 dicembre 2012

MENFI - DIRITTO ALLA SALUTE SI MA IN CELLA PER FILIPPO CAMPO DETENUTO A MONZA


Una sentenza riconosce al mafioso Filippo Campo di Menfi il "diritto alla salute". Nella cella del carcere di Monza non c'è l'energia elettrica per attaccare il macchinario che gli consente
di salvargli la vita e il Tribunale ha deciso che dormirà in infermeria.
                                                               di ROMINA MARCECA

Soffre di apnea notturna ma nella cella non c'è l'energia elettrica per attaccare il macchinario che gli consente di salvargli la vita. Il Tribunale della libertà concede a un condannato per mafia di dormire nell'infermeria del carcere di Monza, dove è detenuto e dove vengono rinchiusi la maggior parte dei detenuti per 416 bis, per sottoporsi alla ventilazione meccanica riconoscendogli il "diritto alla salute".

È la sentenza che arriva per Filippo Campo, imprenditore edile condannato in secondo grado a 12 anni per associazione mafiosa. Insieme col fratello Giovanni è accusato di essere il reggente della famiglia mafiosa di Menfi e di avere pilotato appalti e affari col calcestruzzo in favore di Cosa nostra. Il diretto accusatore dei fratelli Campo è Giuseppe Rizzuto, sostituto di Giuseppe Falsone, diventato collaboratore di giustizia. I due fratelli vennero arrestati nel 2008 nel blitz "Scacco matto" dei carabinieri di Agrigento e della Dda di Palermo, insieme con altri 32 indagati.

Il presunto boss da anni soffre di apnea notturna, una sindrome che in alcuni casi può anche far entrare in coma chi ne è affetto. Filippo Campo, assistito dall'avvocato Tommy De Lisi, ha dimostrato attraverso una perizia medica di soffrire di "apnea notturna di tipo ostruttivo" e che necessita di respirare meccanicamente attraverso un respiratore. Nelle celle del carcere di Monza, come in tutti i penitenziari del Paese, però non c'è fornitura di corrente elettrica e così
il detenuto non ha potuto usufruire delle cure necessarie. Filippo Campo si trova in carcere da tre anni. Le crisi respiratorie sono state diverse soprattutto nell'ultimo anno di detenzione. "La sindrome è arrivata a uno stato di cronicità - dice l'avvocato Tommy De Lisi - ed è per questo che abbiamo deciso di ricorrere in Corte d'appello prima e poi al Tribunale della Libertà ".

Dopo il caso delle celle per non fumatori al carcere Pagliarelli, un'altra vertenza riguarda un detenuto siciliano e l'adeguamento di un penitenziario. L'avvocato di Campo ha presentato un'istanza di remissione in libertà alla Corte d'appello di Palermo: la patologia del presunto boss sarebbe incompatibile col regime carcerario. La Corte non ha accolto la tesi difensiva, mentre il Tribunale della libertà di Palermo ha parzialmente riconosciuto la validità della tesi dell'avvocato De Lisi imponendo che la struttura carceraria si munisse della strumentazione per la ventilazione meccanica notturna. Strumentazione che va ad energia elettrica e vista la mancanza di prese dentro alle celle il Tribunale del Riesame ha imposto alla struttura carceraria di spostare il detenuto in un centro sanitario o rimetterlo in libertà. Il penitenziario di Monza si è subito adeguato spostando solo per la notte il detenuto nell'infermeria del carcere, dove viene sorvegliato.

"Il diritto alla salute - spiega l'avvocato Tommy De Lisi - è un diritto costituzionalmente garantito ma è anche il principale dei diritti. Nonostante la decisione del Riesame sono convinto che il mio assistito non è compatibile con il regime carcerario per le sue condizioni di salute".
(30 dicembre 2012)

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti pubblicati non riflettono le opinioni di questo blog, ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento che se ne assume le relative responsabilita'. Non saranno pubblicati i commenti che contengono elementi calunniosi o lesivi della dignita' personale o professionale delle persone cui fanno riferimento.