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martedì 3 dicembre 2013

L'influenza è arrivata in Italia: primo caso bambina 4 anni

Ceppo A coperto da vaccino. Previsti 3-5 mln casi
 
ogni anno l’andamento dell’epidemia sarà fortemente legato al numero di quanti si sono vaccinati e le prime segnalazioni da parte dei medici di famiglia parlano di tassi di immunizzazione molto più bassi di quelli auspicati dal ministero così come dalle altre istituzioni sanitarie, soprattutto fra le categorie a rischio come gli anziani.  Un trend registrato in modo netto negli ultimi anni.  In tutto, spiega Rezza, gli italiani che potrebbero essere colpiti si aggirano fra i 3 e 5 milioni.
Dopo decine di virus para-influenzali che hanno messo già a letto con la febbre centinaia di migliaia di italiani, ora è la volta dell’influenza «vera» che è entrata ufficialmente in Italia, come sempre accade, dal Nord e che si stima possa colpire dai 3 ai 5 milioni di italiani.
Il Centro Nazionale per l’Influenza dell’Istituto Superiore di Sanità ha comunicato il primo l’isolamento di virus influenzale della stagione 2013-2014, avvenuto presso il laboratorio dell’Università degli studi di Trieste: si tratta di una bambina di 4 anni, non vaccinata.
Il virus influenzale appartiene al tipo A, sottotipo H3N2, isolato da un campione clinico prelevato, la scorsa settimana, da uno dei medici 'sentinellà che monitorano l’andamento dell’epidemia stagionale.


La piccola mostrava i sintomi classici influenzali. Sulla base dei dati attualmente disponibili, relativi ai virus di sottotipo H3N2 circolanti in Europa, il ministero spiega che «si presume che il virus isolato in Italia sia correlato al ceppo A/Texas/50/2012, che è uno dei 3 ceppi contenuti nel vaccino antinfluenzale attualmente in uso». Quindi il vaccino dovrebbe svolgere il suo lavoro senza problemi.
«Sono stati rispettati i tempi – ha spiegato il professor Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità - è arrivata prima di Natale e avrà un andamento che come quello degli anni passati». Quindi una curva in crescita che attraverserà le feste di Natale per poi raggiungere il piccolo attorno a febbraio-marzo.
Ma come ogni anno l’andamento dell’epidemia sarà fortemente legato al numero di quanti si sono vaccinati e le prime segnalazioni da parte dei medici di famiglia parlano di tassi di immunizzazione molto più bassi di quelli auspicati dal ministero così come dalle altre istituzioni sanitarie, soprattutto fra le categorie a rischio come gli anziani.  Un trend registrato in modo netto negli ultimi anni.  In tutto, spiega Rezza, gli italiani che potrebbero essere colpiti si aggirano fra i 3 e 5 milioni.
 
 
 
 
 
fonte: gazzetta di parma
 

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