ultime

Cerca articolo

venerdì 27 dicembre 2013

OPERAZIONE EDEN: L’INGEGNERE ALDO LICATA TORNA LIBERO

Depositato questa mattina il provvedimento per la scarcerazione di Aldo Licata


Era stato tratto in arresto lo scorso 13 dicembre, durante l’Operazione Eden, che aveva visto portare in carcere 30 persone ritenute “vicine al superlatitante Matteo Messina Denaro.
Aldo Licata è il fratello dell’ex assessoreprovinciale Doriana Licata, che in seguito alla vicenda si è dimessa.
L’accusa per l’ing. Licata era di aver favorito la candidatura della sorella, nella lista dell’MPA di Raffaele Lombardo, alle regionali 2012. Il Gip aveva ritenuto sussistenti gli indizi e quindi, in relazione all’accusa (416/ter, ovvero scambio elettorale politico-mafioso), per l’ingegnere era scattato l’arresto. Doriana Licata, che non fu eletta, aveva dichiarato subito dopo l’arresto del fratello: “Ho fiducia nella Magistratura e presto sarà palese la totale estraneità di mio fratello”.
Lo scorso 23 dicembre si è celebrata l’udienza dinnanzi al Tribunale del Riesame di Palermo. A difendere Aldo Licata
l’avvocato Domenico Ducci e l’avvocato Giuseppe Ferro. Questa mattina è stato depositato il provvedimento con cui il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare per carenza del grave quadro indiziario. 

L’avvocato Ducci, raggiunto telefonicamente dalla Redazione di dbtalk, si è così espresso:  ”Abbiamo trovato dei Magistrati attentissimi e molto scrupolosi. A fronte dei 32 faldoni riguardanti la più complessa Operazione Eden, la nostra difesa, ha preparato e depositato in soli 10 giorni, delle memorie scritte, oltre a naturalmente la discussione orale sul nostro assistito.
Aldo Licata è libero”.
Adesso la parola passa alla DDA di Palermo.


Fonte dbtalk.it

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti pubblicati non riflettono le opinioni di questo blog, ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento che se ne assume le relative responsabilita'. Non saranno pubblicati i commenti che contengono elementi calunniosi o lesivi della dignita' personale o professionale delle persone cui fanno riferimento.