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giovedì 3 aprile 2014

Castelvetrano: «Licenziamento illegittimo», da riassumere sei lavoratori


Dovranno essere riassunti i sei lavoratori del Centro di riabilitazione “Vanico”, di Castelvetrano, che erano stai licenziati lo scorso luglio, su procedura di licenziamento collettivo iniziata a maggio. Lo ha stabilito un’ordinanza del giudice del Lavoro del tribunale di Marsala Caterina Greco, che ha disposto la loro riassunzione a tempo indeterminato e il pagamento degli stipendi non corrisposti, contributi e spese legali per circa 100.000 euro, tenendo conto degli stipendi percepiti dai sei lavoratori. In buona sostanza il giudice ha ritenuto l’illegittimità del licenziamento degli impiegati. I legali delle parti John
Li Causi e Maria Italia avevano impuntato il loro ricorso sul fatto anche di una violazione dei criteri di scelta della procedura di licenziamento collettivo avviata dal Vanico che non avrebbe salvaguardato i diritti già acquisiti nel tempo dei lavoratori, iscritti tutti e sei alla Camera del Lavoro. I lavoratori che dovranno essere reintegrati sono: Francesca Sacco, Manuela Errante, Gaspare Reina, Daniela Di Liberto e Pietro Polizzi tutti massofisioterapisti e Giuseppe Marino Domino fisioterapista. Il Vanico, secondo come riferisce l’avvocato John Li Causi,: «Aveva giustificato il licenziamento collettivo, motivandolo con la riduzione del budget erogato oggi dall’Asp, che aveva in effetti portato ad una contrazione degli introiti». Il Tribunale, continua l’avvocato Maria Italia: «ha su documentazione agli atti del processo, rilevato invece un aumento delle prestazioni o quanto meno del loro valore economico rendendo incoerente la scelta di circoscrivere i licenziamenti al reparto maggiormente produttivo». La procedura di licenziamento collettivo di diciotto unità lavorative era già iniziata lo scorso Maggio ed era sfociata con il licenziamento di 13 lavoratori del reparto di fisiokinesiterapia, due operai manutentori, uno aiuto giardiniere ,una puliziera e una psicologa. La valutazione madre del giudice è stata che l’azienda avrebbe omesso, nell’atto conclusivo della procedura di licenziamento collettivo, di indicare la puntuale applicazione in concreto dei criteri di scelta utilizzati. In questo modo, secondo i legali delle parti, risultava che era stato salvaguardato il personale del reparto amministrativo, che doveva anch’esso essere oggetto di riduzione all’atto dei licenziamenti collettivi. Il provvedimento di riassunzione è esecutivo. (ei)


Giornale di Sicilia

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