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mercoledì 10 aprile 2013

Password addio, bastera' pensarla

Esperimento di lettura delle onde cerebrali dell'Universita' di Berkley

Un computer che legge i pensieri o che si comanda con le mani, un dispositivo che riconosce la voce, che scannerizza una retina o le impronte digitali. Non sono piu' scenari di fantascienza o di un film come il 'cult' Minority Report, ma fanno parte sempre piu' della sperimentazione scientifica e tecnologica e potranno in tempi bravi entrare nella nostra quotidianita'. Tra le ultime novita' quella che arriva dalla UC Berkley School of Information che ha messo a punto un sistema per leggere le password nella mente di un utente. Andando oltre la digitazione delle classiche combinazioni alfanumeriche sempre piu' violate dagli hacker.

Nell'universita' californiana l'esperimento e' stato condotto da John Chuang che ha usato un apparecchio gia' in commercio che costa circa 100 dollari e si chiama NeuroSky MindSet. E' una specie di caschetto con funzioni di elettroencefalogramma non invasive, molto simile alle cuffie che si usano per ascoltare musica. Il dispositivo viene connesso tramite Bluetooth ad un computer che riesce a decifrare le onde cerebrali. Nel corso della ricerca e' stato chiesto a diverse persone di immaginare di compiere azioni specifiche, come cantare una canzone, ma anche generiche, come muovere un dito. In tutti i casi e' stato possibile usare le onde cerebrali di chi si e' sottoposto all'esperimento per identificare le azioni in modo accurato, con un livello di errore inferiore all'1%. Da qui la possibile applicazione, secondo il ricercatore, al mondo delle password che potrebbero essere cosi' sostituite dalle 'passthought' (dove 'thought' sta appunto per pensiero).

L'esperimento rientra nel campo dell'autenticazione biometrica che annovera anche la lettura della retina, delle impronte digitali o della voce che le aziende tecnologiche e anche quelle di videogiochi stanno gia' sperimentando. Di recente Paypal e Lenovo, ad esempio, hanno reso pubblico un progetto sul quale stanno lavorando denominato FIDO, acronimo di Fast IDentity Online. Il sistema renderebbe le password inutili, sfruttando moduli di riconoscimento dei lettori come quello facciali e della voce. Gli esperimenti di biometria applicata alla tecnologia, oltre a portare ad una maggiore sicurezza informatica, stanno aprendo sempre piu' la strada alla cosiddetta tecnologia indossabile di cui i Google Glass, gli occhiali a realta' aumentata ideati da Mountain View sono l'esempio piu' recente.

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