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lunedì 13 maggio 2013

E' morto Luciano Lutring, il 'solista del mitra'

AGI=) - Roma - E' morto a Milano all'eta' di 76 anni Luciano Lutring, noto come 'il solista del mitra' per la sua abitudine di nascondere il fucile mitragliatore nella custodia di un violino, esponente della mala milanese negli anni sessanta. Grande playboy, amante degli alberghi di lusso e delle fuoriserie, compi' centinaia di rapine tra Italia e Francia.
  Sono stati i familiari ad anunciarne morte su Facebook: "Sono la figlia Katiusha, con dolore al cuore annuncio che mio padre e venuto a mancare questa notte. Ringrazio tutti coloro che gli sono stati vicini sempre e lo hanno stimato". Questa la frase postata, cui hanno fatto seguito molti commenti di vicinanza e condoglianze. Con la morte di Luciano Lutring, il 'solista del mitra', scompare anche l'ultimo protagonista della 'mala' milanese romantica, quella che non uccideva. Nato a Milano 76 anni fa Lutring fin da bambino viene indirizzato dalla famiglia alla musica e inizia cosi' a prendere lezioni di violino. Quella custodia pero' restera' nella sua vita come contenitore di un'arma con cui mettera' a segno svariate rapine, riuscendo ad accumulare un bottino da lui stimato in 30 miliardi di lire dell'epoca. I soldi dei colpi, il rapinatore solitario, li usava per finanziare la 'bella vita': auto di lusso, incursioni in grandi hotel in Italia e in Francia e belle donne. Definito, in questi paesi nemico pubblico numero uno, riesce per anni ad eludere le polizie europee. Il 1 settembre 1965 viene ferito ed arrestato a Parigi; sconta 12 anni di carcere durante i quali inizia a scrivere e dipingere. Dalla sua autobiografia, "Lo Zingaro", pubblicata in Francia verra' tratto un film in cui la parte del protagonista viene interpretata da Alain Delon. Viene graziato dal Presidente della Repubblica Francese Georges Pompidou, e torna in patria, dove, dopo un periodo nel carcere di Brescia, riceve un'altra grazia nel 1977 dal Presidente italiano Giovanni Leone. A raccontare i suoi esordi da criminale era stato lui stesso poi' volte con ironia. La prima rapina avviene per caso: aveva acquistato da poco una pistola, una Smith & Wesson della polizia canadese, senza pallottole, in quanto non erano piu' in commercio. Ma lui la porta comunque alla cintura, come un vezzo, solo perche' era attratto dal mondo dei gangster. "Un giorno mia zia mi chiese di andare a pagare una bolletta alle poste - raccontava - e io ci andai. Ma l'impiegato era lento e detti un pugno sul bancone. Nel movimento si vide la finta pistola che portavo sotto la cintura. L'impiegato credette che fosse una rapina e mi consegno' i soldi. Io pensai: 'E' cosi' facile?'. E me ne andai col bottino". Tra le principali donne della sua vita, Elsa Candida Pasini, una modella valtellinese che usava il nome d'arte di Yvonne Candy. La incontra a Cesenatico e le rapina le valigie, ma affascinato dalla sua bellezza finge di avergliele ritrovate solo per conoscerla. La sposera' e vi rimarra' legato diversi anni nei quali non smettera' mai di commettere rapine. Nello stesso anno dalla grazia, il 1977, inizia la relazione con Dora Internicola, dalla quale nascera' il figlio Mirko, che morira' in un tragico incidente il 17 gennaio 1991. Nel frattempo, nel 1985, si era sposato con Flora D'Amato, dalla quale avra' due figlie gemelle, Natasha e Katiusha, e dalla quale si separera' nel 1997. (AGI) .

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