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domenica 12 maggio 2013

Corleaone - Gli studenti contro la mafia

Annamaria Cancellieri
Video e poesie ragazzi scuola Vasi a concorso fondazione Falcone Palermo
Rispetto della dignità, onestà, istruzione e coraggio di denunciare ciò che non va. Sono alcuni degli ingredienti della "ricetta" per debellare la mafia, da "cospargere di legalità a volontà e servire", pensata dagli studenti della scuola media Giuseppe Vasi di Corleone (Pa). L'istituto è tra quelli che in Sicilia hanno vinto il concorso "Geografia e Legalità: sconfiggere le mafie nelle mie regioni", promosso dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone nell'anniversario della strage di Capaci.
Ma la ricetta non è l'unico lavoro preparato dai ragazzi, tra i più attivi nei progetti sulla legalità, non a caso hanno girato anche un video: "Dispiace sentire ancora associato il nome di Corleone all'aggettivo mafioso - dicono - ma questo è un paese libero, adesso, non siamo né vittime né sottomessi alla criminalità organizzata". Lo ribadiranno anche il 23 maggio, quando Corleone ospiterà migliaia di studenti (600 solo quelli provenienti dalle navi della legalità, ai quali se ne aggiungeranno più di duemila, tra studenti del posto e della provincia di Palermo) e il paese sarà la terza piazza della legalità, dopo quelle di Palermo in piazza Magione e nel parco intitolato a Ninni Cassarà.
 
Ai loro coetanei che verranno qui da ogni regione d'Italia, gli studenti della scuola Giuseppe Vasi vogliono far conoscere una Corleone diversa da quella celebre per aver dato i natali al boss Salvatore Riina o famosa sul grande schermo per il protagonista del film 'Il padrino'. "Qui sono nati anche Bernardino Verro e Placido Rizzotto - dicono in coro i ragazzi - e l'anno scorso abbiamo partecipato ai suoi funerali". Un lavoro di sensibilizzazione costante, portato avanti dalla preside dell'istituto, Giuseppina Sorce, e dalle docenti Rosalia Romano, Lucia Briganti e Maria Lucia Oliveri.
"Lo facciamo da anni, con entusiasmo - spiega la preside - non è facile raccontare a chi nel 1992 non era ancora nato chi erano Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, ma ad aiutarci sono i familiari delle vittime che incontrano gli studenti, i filmati originali offerti dalla fondazione Falcone e testi come 'Per questo mi chiamo Giovanni' (di Luigi Garlando e Claudio Stassi, Rizzoli editore, ndr) che utilizzano un linguaggio semplice e diretto. E la curiosità dei ragazzi è incoraggiante".
Per il concorso 'geografia e legalita'' bandito dalla fondazione e da Miur, gli studenti hanno girato un filmato in cui mostrano le testimonianze antimafia presenti sul territorio: dalla via intitolata a Bernardino Verro al caseggiato confiscato a Riina e ora sede di una caserma della Guardia di Finanza; dalla piazza intitolata a Falcone e Borsellino alla statua a Placido Rizzotto.
E, ancora, "un collage che assembla foto di Giovanni Falcone, don Puglisi, e articoli di giornale sulla mafia agricola, quella degli appalti e del pizzo, la più diffusa", dicono, lavori che vanno di pari passo con la 'ricetta antimafia' e l'inno della scuola. "Io sono corleonese e ne vado fiero - recita l'inno cantato dai ragazzi - E quello che imparo a scuola diventa pietra per costruire, la base del mio futuro, la porta del mio avvenire". Infine una lettera aperta a Giovanni Falcone, che i giovani ringraziano per "avere trasmesso il coraggio, la determinazione, l'onestà e l'amore per la giustizia - si legge - valori per cui tu e i tuoi amici, primo tra tutti Paolo, avete combattuto per non fermare il cantiere della legalità".
 
ANSA

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