ROMA - "Sono un uomo disperato. Volevo colpire loro, i politici, ma so che non ce l'avrei mai fatta". Parole gelide e taglienti quelle che Luigi Preiti consegna al procuratore aggiunto di Roma Pierfilippo Laviani e al pm Antonella Nespola. Più che una confessione, un testamento "di un uomo che non ha più nulla da perdere". Nell'interrogatorio il 49enne, che ha seminato panico e sangue davanti ad uno dei simboli inviolabili della nostra
