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lunedì 10 ottobre 2016

Aumentata pena sorella Messina Denaro

Condannata a 14 anni e mezzo di carcere per associazione

La terza sezione della corte d'appello di Palermo ha aumentato la condanna per inflitta in pModificarimo grado a Patrizia Messina Denaro, sorella del boss latitante Matteo, da tredici anni a quattordici anni e

domenica 15 maggio 2016

Mafia e appalti. Spunta l'ombra di Messina Denaro sui lavori di restauro a Pompei

C'è l’ombra di Cosa nostra nell’indagine della procura di Torre Annunziata sul “Progetto Grande Pompei”. Nel mirino ci sono i lavori svolti in passato, fino a metà 2014, nel sito archeologico. Salle carte acquisite in questi anni sugli appalti destinati al rilancio di uno dei siti archeologici più famosi del mondo emergono nomi sospetti in un intreccio complicato di società, consorzi, cessioni di rami d’azienda.  l lavoro degli investigatori è soprattutto con le carte e le banche dati. Il sospetto è che a vincere le gare siano

sabato 14 maggio 2016

Caccia a Messina Denaro, Attilio Fogazza si pente. La sua famiglia in una località segreta

Quando si parla di pentiti di mafia e di ricerca del boss di “Cosa Nostra”, Matteo Messina Denaro, bisogna essere molto cauti. Da qualche giorno c’è la conferma, con il deposito da parte dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Carlo Marzella e Francesco Grassi, dei verbali di interrogatorio con le

mercoledì 27 aprile 2016

Messina Denaro compie 54 anni ma per alcuni sarebbe morto

PALERMO - Compie oggi 54 anni l'imprendibile boss di Castelvetrano (Trapani) Matteo Messina Denaro ricercato da 23 anni. Figlio dello storico capomafia Francesco Messina Denaro, vicino alla mafia stragista dei corleonesi, ha sulle spalle diverse condanne definitive all'ergastolo, alle

sabato 7 novembre 2015

Partanna, nell'aula di una scuola compare la scritta: "W Matteo Messina Denaro"


 
Nell'aula della classe di una scuola elementare a Partanna, ieri mattina, è comparsa la scritta "W Matteo Messina Denaro". Con un cuoricino e la scritta "SUKA". La scritta era  stata fatta con uno spray giallo e a caratteri cubitali. I ragazzini incuriositi un po’ di

martedì 21 luglio 2015

Il sequestro a Vito Marino e quel tentativo di mettere le mani sul Gruppo 6Gdo

E’ stata una parabaola discendente quasi prevista quella del Gruppo 6gdo, l’azienda di castelvetrano appartenuta a Giuseppe Grigoli, socio in affari di Matteo Messina Denaro. Dalla sua confisca al fallimento, in pochi anni. Tante le strategie studiate per far tornare sul mercato l’azienda in amministrazione giudiziaria. Ma adesso si scoprono altri retroscena, legati a un gruppo che voleva rilevare l’azienda che si occupava di grande distribuzione. Paolo Ruggirello, classe 1970, è cugino dell’omonimo deputato regionale del Pd. Con un altra persona, Aldo Ranno, si recano dall’amministratore giudiziario della 6Gdo. Offrono sul piatto la soluzione per evitare il

giovedì 16 luglio 2015

Quel negozio a Marsala sequestrato al cognato di Matteo Messina Denaro


  A Marsala sono le dieci di mattina del 18 maggio 2013.
 
 
C’è un tizio che osserva scrupolosamente le vetrine di un negozio di abbigliamento in via Gambini, 52. E’ il giorno di apertura al pubblico di “Blu Oltre Moda”.
 La titolare, sulla carta, è Gabriella Mistretta di Castelvetrano, è emozionata per il primo giorno. Ma anche quel tizio, fuori, che guarda le vetrine, sembra essere ancor più interessato al buon

mercoledì 15 luglio 2015

Il cognato di Matteo Messina Denaro e quella cinese di nome Linda...

Gappàle, venile a Palemmo?”. E’ con queste parole che Lin Jin Ju, chiede alla presunta prestanome di Gaspare Como se quest’ultimo verrà a Palermo per ritirare la merce per gli esercizi commerciali di Castelvetrano e Marsala.

“Gàppale” è il cognato di Matteo Messina Denaro (per averne sposato la sorella Bice Maria), arrestato per intestazione fittizia. I beni sequestrati hanno un valore di circa 200 mila euro: due negozi (a Marsala e Castelvetrano) e una villa a Triscina.
Certo, non sono grosse cifre, ma fanno parte di quella infinita operazione di fare terra bruciata attorno al capomafia di Castelvetrano, che va avanti da un bel po’ di anni.


E se Gaspare è difficile da pronunciare per un cinese, anche Lin Jin Ju non veniva comodo per per un

mercoledì 8 luglio 2015

Castelvetrano, il braccialetto elettronico per il cognato di Matteo Messina Denaro e...

Intestazione fittizia di beni. È questa l’ipotesi di reato della Procura di Marsala nei confronti di Gaspare Como, cognato del superlatitante Matteo Messina Denaro, arrestato dalla DIA di Trapani ieri mattina e finito ai domiciliari con il braccialetto elettronico al polso.
Il marito di Bice Messina Denaro, una delle sorelle del boss, era già stato condannato in passato a 10 anni per associazione a delinquere ed estorsione, insieme ad altri parenti del capomafia castelvetranese: Rosario Allegra, marito di un’altra sorella di Matteo Messina Denaro e Lorenzo

venerdì 16 maggio 2014

Il caso della Diaverum, la sanità in Sicilia e il cugino di Messina Denaro



Già nell'anticipazione di domenica scorsa avevamo parlato delle attenzione dei magistrati rispetto alla posizione di una multinazionale del settore, senza ricevere alcuna smentita. E il Tgr Rai Sicilia, in due servizi in onda lunedì scorso, ha approfondito la questione. Parlando di 18 centri di dialisi acquistati da una società che non risulta convenzionata con la Regione: questa la prima «anomalia» riscontrata in uno screening avviato dalla Regione. La seconda sarebbe legata al fatto che i funzionari dell'assessorato alla Salute segnalano che tutti i contratti di questi centri sarebbero stati firmati da una stessa persona, il responsabile dell'area manager Sicilia per la medesima

domenica 11 maggio 2014

Gli affari di Messina Denaro sulla pelle dei dializzati

A Palermo inchiesta choc: ipotesi di infiltrazioni e truffa, al setaccio le cliniche private. Prove di legami col superboss

di Mario Barresi
PALERMO - Le mani della mafia sulla sanità siciliana. Un'ovvietà, in una terra dove la zona grigia è talmente estesa da avvolgere e oscurare qualsiasi barlume di legalità; sembra quasi un banale discorso da bar d'ospedale, o magari un chiacchiericcio qualunquista da sala d'aspetto del medico. Ma l'inchiesta-choc della Procura di

martedì 29 aprile 2014

Clan Messina Denaro, chiesta la condanna per otto imputati



PALERMO. Il pm Paolo Guido ha chiesto quasi quarant'anni di carcere per otto imputati, finiti nell'inchiesta che ha smantellato il clan del boss Matteo Messina Denaro. Si tratta del troncone in abbreviato che si svolge davanti al gup Cesare Vincenti. L'accusa ha chiesto 3 anni per Lea Cataldo, 5 anni e 4 mesi per Lorenzo Cimarosa (l'imprenditore che ha reso parziali ammissioni e per il quale il pm ha chiesto le attenuanti

mercoledì 2 aprile 2014

Marzella nel pool che dà caccia a Messina Denaro, ma è scontro tra pm e Dda


Le polemiche nate dopo diffusione del nuovo identikit prima che fosse mostrato a chi conduce le indagini
 
PALERMO - Sarà il sostituto procuratore Carlo Marzella ad affiancare il pm Paolo Guido, memoria storica della dda che si occupa di mafia trapanese, nelle indagini sulla ricerca del boss latitante Matteo Messina Denaro. Marzella prende il posto di Marzia Sabella, collocata fuori ruolo dopo la nomina a consulente della commissione nazionale Antimafia. Un pool, quello dei

sabato 29 marzo 2014

"Matteo Messina Denaro voleva uccidere Roberto Piscitello". Il racconto del pentito


Un rapporto dello Sco indica nel magistrato Roberto Piscitello, ex pm della dda di Palermo ora in servizio al Dap, l’obiettivo dell’attentato pianificato dal boss Matteo Messina Denaro a fine 2009 e sfumato dopo le bombe contro la Procura generale di Reggio Calabria. Nel mirino del capomafia latitante c’erano il ministro Angelino Alfano, allora Guardasigilli, e Piscitello.
Ieri il pentito Luigi Rizza ha raccontato in aula a Catanzaro il piano di morte per Alfano e ha parlato genericamente di “magistrati siciliani” come obiettivi ulteriori. Gli investigatori sanno da tempo,

giovedì 27 febbraio 2014

"Facevano parte del clan di Messina Denaro": chiesto il rinvio a giudizio per 22 persone

PALERMO. La dda di Palermo ha chiesto il  rinvio a giudizio per 22 persone accusate, a vario titolo, di  far parte del clan mafioso del boss latitante Matteo Messina  Denaro. La richiesta riguarda, tra l'altro, Anna Patrizia  Messina Denaro, sorella del padrino di Castelvetrano che,  secondo gli inquirenti, avrebbe retto il mandamento in assenza  del fratello con il quale continuava ad avere rapporti  nonostante la latitanza. Gli altri destinatari del provvedimento  sono: Antonella Agosta, Girolamo Cangialosi, Lea

giovedì 30 gennaio 2014

Riina ha "posato" Messina Denaro?


Quello che qui vi proponiamo è un ragionamento, ma un ragionamento importante, per diversi motivi. Primo, perché nelle cose di mafia si è sempre ragionato poco, in Italia, e detto tanto, anzi, assai. Ci sono molti mafiologi in giro, dai quali bisognerebbe stare alla larga, perché parlano senza aver mai davvero non solo studiato, ma anche “toccato” la mafia. Secondo, perchè di fronte ad un fenomeno complesso come quello mafioso, profondamente connaturato con la società italiana non ci si può fermare solo alla cronaca, ma bisogna usare, appunto la logica, come faceva Leonardo Sciascia, che è quello che ha reso pubblica e popolare la mafia in

Sequestro terreno cognato Messina Denaro

A compensazione denaro prelevato in banca da sorella del boss


(ANSA) - PALERMO, 30 GEN - La Dia di Trapani ha sequestrato a Castelvetrano un terreno a Vincenzo Panicola, 43 anni, detenuto, cognato del boss latitante Matteo Messina Denaro e marito di Anna Patrizia Messina Denaro, recentemente arrestata per estorsione. Il terreno è intestato alla donna. Il provvedimento è un sequestro per

lunedì 27 gennaio 2014

Quando Messina Denaro era il pupillo di Totò Riina


 “Il mio pupillo”, “L’uomo che un giorno prenderà il mio posto”. Così, secondo le attendibili ricostruzioni di diversi collaboratori di giustizia, il capo dei capi di Cosa nostra, Totò Riina, definiva il giovane Matteo Messina Denaro. I motivi di stima erano tanti: Riina non aveva mai avuto un erede con la sua spietatezza, e quel giovane di Castelvetrano, figlio di un alleato fedelissimo  dello zio Totò, non solo aveva partecipato all’ultima parte della guerra di mafia dei Corleonesi per l’eliminazione fisica delle famiglie avversarie, ma aveva dimostrato sangue freddo, lucidità negli affari, e ambizioni.
Riina ha visto crescere Matteo Messina Denaro. Nella sua decennale latitanza,

lunedì 13 gennaio 2014

Pizzini e soldi per Messina Denaro. Parla Cimarosa

Quasi un mese fa, il 13 Dicembre scorso, le forze dell’ordine mettevano a segno uno dei colpi più duri mai inflitti al clan di Matteo Messina Denaro, a Castelvetrano. Con l’operazione “Eden” veniva fatta davvero terra bruciata nel primo giro di contatti del boss latitante dal 1993: i suoi parenti, la sua fedelissima sorella Patrizia, il suo erede Ciccio Guttadauro, Filardo, Cimarosa, Lo Sciuto, proprietari e manager delle aziende che sovvenzionano la famiglia mafiosa, e tanti altri. A poco a poco, durante le feste natalizie, sono usciti un po’ tutti. Il Tribunale del Riesame ha disposto la scarcerazione, a cominciare dall’intera famiglia Filardo, padre, madre e due figlie e ad altri soggetti coinvolti.  Già c’è chi canta vittoria, a Castelvetrano, i legali degli indagati fanno notare il venir meno “dei

sabato 11 gennaio 2014

"Matteo Messina Denaro prepara attentato a pm"

Il procuratore aggiunto di Palermo, Teresa Principato, che coordina le indagini per la cattura del latitante Matteo Messina Denaro, sarebbe nel mirino del boss di Castelvetrano.
 
Il procuratore aggiunto di Palermo, Teresa Principato, che coordina le indagini per la cattura del latitante Matteo Messina Denaro, sarebbe nel mirino del boss di Castelvetrano. 
Una fonte - secondo quanto scrive Repubblica - quattro giorni fa ha svelato agli investigatori che Messina Denaro sta cercando tritolo