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lunedì 28 ottobre 2013

Riflessioni di Vito Marino "CONVIVENZE E MATRIMONI OMOSESSUALI"

CONVIVENZE  E MATRIMONI OMOSESSUALI

L’amore omosessuale non è un’invenzione o perversione sorta di recente; già nell’antica Grecia Saffo esprime con dei versi poetici gli amori e le attenzioni da lei rivolte verso le sue allieve più belle. Nella stessa Grecia l'omosessualità fra maschi era in quel periodo praticata in ambiente militare, dove veniva privilegiata la virilità del giovane soldato. I poemi dell'epoca, in maniera più o meno esplicita riportano gli amori omosessuali fra Zeus e Ganimede, Dioniso ed Adone, Poseidone e Pelope, Apollo e Ciparisso, di Eracle e Ila.  Nell'Iliade si narra

sabato 26 ottobre 2013

"LU MULINARU" dai racconti di Vito Marino

LU MULINARU

Era il mugnaio che, col suo mulino chiamato “la mola”, riduceva il grano in farina.
Benito Mussolini, volendo attuare una politica autarchica, con la sua famosa “battaglia del grano”                               aveva incentivato al massimo la produzione di questo cereale.
Come conseguenza di tale politica economica fino agli anni ’50 circa a Castelvetrano esistevano ancora moltissimi mulini e pastifici, mentre i panifici erano pochi perché per cultura

giovedì 24 ottobre 2013

Vito Marino ci racconta: "LI VIDDANI"

Durante la civiltà contadina i lavori dei campi venivano eseguiti tutti a forza di braccia e con l’ausilio degli animali da soma. Generalmente nei piccoli appezzamenti di terreno un solo contadino sapeva eseguire tutti i lavori inerenti alla coltivazione, raccolta e conservazione dei prodotti, ma nei feudi, con grandi estensioni di terreni, occorreva moltissimo

lunedì 14 ottobre 2013

Vito Marino pubblica Sicilia Scomparsa

                                                                   PREFAZIONE  DELL'AUTORE
                                     

 Quando una persona arriva ad una certa età ed ha risolto, essendo già in pensione, il problema sempre assillante del lavoro, il futuro incomincia a destare poco interesse, anzi direi una certa preoccu­pazione e si cerca di non pensarci.
 Intanto il cerchio si stringe sempre di più e le persone care a poco a poco se ne vanno lasciando attorno soltanto il vuoto ed un mondo d’amati ricordi.  Come un emigrante che sogna sempre la sua terra lontana, la mente, con crescente nostalgia ritorna

giovedì 5 settembre 2013

L’APPARATURI

A Castelvertrano, nel dopoguerra, con la ripresa economica le feste religiose si susseguivano una dopo un'altra, anche perché le chiese aperte al culto erano più numerose di oggi.
Ad ogni ricorrenza del Santo la chiesa si “apparava” (arredava) con ornamenti fastosi barocchi fatti di stoffe di seta e damasco che dal tetto scendevano fino a terra ornati di angeli con frange dorate. Il Santo da

domenica 2 giugno 2013

ANTICHI MESTIERI, LU CUSTURERI DI VITO MARINO

- CUSTURERI = Per i vecchi tempi era il sarto (dal francese couturier). I vestiti e i cappotti “lesti e boni” (confezionati) sono esistiti da sempre ma, poiché costavano molto, mentre la mono d’opera del sarto costava poco, la gente, per risparmiare, fino agli anni ’50 circa, preferiva comprare la stoffa e farseli cucire “fatti apposta” (su misura). Inoltre, un vestito o un cappotto già usato, ma

lunedì 6 maggio 2013

Vito Marino - Lu custureri


CUSTURERI = Era il sarto (dal francese couturier). I vestiti e i cappotti “lesti e boni” (confezionati) sono esistiti da sempre ma, siccome costavano molto, mentre la mono d’opera del sarto era bassa, la gente, per risparmiare, preferiva comprare la stoffa e farseli cucire “fatti apposta” (su misura). Inoltre, un vestito o un cappotto già usato, ma di buona qualità, allora non si buttava, ma si

giovedì 4 aprile 2013

- LU GHIACCIARU -


- LU GHIACCIARU -
 Nel dopoguerra, in mancanza dei frigoriferi e refrigeratori, il ghiaccio, posto nelle ghiacciaie, era l’unica fonte che poteva rinfrescare le bevande o conservare i cibi.
Ricordo che tutti i giorni, nelle ore calde del tardo mattino estivo, passava Don Angelo, un ambulante grasso e sempre sudato; egli

sabato 30 marzo 2013

CH’E’ BELLA CHISTA!


                                                             CH’E’ BELLA CHISTA!

 
‘Na vota lu trenu, era sempri chinu ‘nchinatu di genti e tanti voti s’arristava a l’addritta pi la cunfusioni chi c’era.

La genti ja a Palermu o a Trapani pi spirugghiari ‘ncartamenti o pi malatii, ma c’eranu puru chiddi

mercoledì 27 febbraio 2013

LU UTTARU E LU VINU


“Lu uttaru” (il Bottaio) costruiva con legno di castagno o di rovere: “utti e stipi” (botti) di tutte le misure, “valliri, quarantini, carratuna, quartucci, tini, cisca (per il latte)”.
Castelvetrano è stata sempre una zona vinicola e una volta il vino andava in simbiosi con le botti di legno. Quando ero ragazzo mi divertivo a guardare a distanza il bottaio, mentre lavorava: vedevo colpire con la mazzotta il cerchio della botte e dopo un po’ sentivo il rumore. Un

martedì 19 febbraio 2013

Continuano i racconti di Vito Marino."LI CARCARI"

 LI CARCARI

Fino a pochi decenni fa operavano a Castelvetrano “li carcari” (le fornaci), dove  degli abili artigiani  trasformavano, attraverso la cottura, la pietra calcarea (carbonato di calcio) in calce viva (ossido di calce) per l'edilizia, mentre la pietra di gesso (solfato di calcio biidratato) diventava gesso per l'edilizia semiidratato.
Esse si presentavano a forma di torri circolari; per resistere alle alte temperature venivano rivestite all’interno con mattoni di terracotta, mentre