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giovedì 16 luglio 2015

Condannato in appello l'ex sindaco di Campobello di Mazara

CAMPOBELLO DI MAZARA. La Corte d'appello di Palermo ha condannato a nove anni di carcere l'ex sindaco di Campobello di Mazara (Tp) Ciro Caravà, processato per concorso in associazione mafiosa. Accusa dalla quale l'ex primo cittadino era stato assolto in primo grado, il 6 febbraio 2014, dal Tribunale di Marsala (collegio presieduto da Gioacchino Natoli).
Caravà, 56 anni, arrestato il 16 dicembre 2011 (operazione della Dda e carabinieri «Campus Belli»), era alla guida di una giunta di centrosinistra. Il Comune venne stato sciolto per infiltrazioni mafiose il
27 luglio 2012. L'ex primo cittadino, secondo l'accusa, avrebbe intrattenuto rapporti con esponenti della locale cosca capeggiata da Leonardo Bonafede, 82 anni, in passato condannato per mafia. Al centro delle indagini, avviate nel 2006, c'era uno dei sodalizi criminali considerato tra i più vicini al boss latitante Matteo Messina Denaro.
Secondo gli investigatori, la famiglia mafiosa di Campobello di Mazara avrebbe mantenuto uno stretto collegamento con Messina Denaro e, «attraverso un pervasivo controllo del territorio», sarebbe riuscita a «infiltrare progressivamente le attività imprenditoriali ed

mercoledì 30 aprile 2014

Concussione e abuso d'ufficio. Altro processo per l'ex sindaco di Campobello Caravà



Ancora un processo per Ciro Caravà. L’ex sindaco di Campobello è stato rinviato a giudizio dal gup di Marsala Francesco Parrinello assieme ad altre dodici persone. L’accusa è di abuso d’ufficio e concussione. Secondo l’accusa Caravà e altri funzionari del Comune di Campobello, nel 2008, avrebbero consentito, attraverso una concessione edilizia su un progetto che non sarebbe stato conforme allo stato dei luoghi, che Salvatore Cappellino, proprietario del terreno, potesse realizzare delle opere ricadenti in

sabato 8 febbraio 2014

Inchieste, processi, mafia, casinò, abusivismo. Ecco la Caravà story


Caravà è libero. L’ex sindaco di Campobello di Mazara è stato assolto dal Tribunale di Marsala nel processo che lo vedeva imputato per mafia. Ciro Caravà è stato, di conseguenza, scarcerato, e può tornare in libertà. Può tornare nella sua Campobello, a due anni dall’arresto. Era il 16 dicembre 2011. All’alba i carabinieri vanno a casa di Caravà e l’arrestano. Con lui, al gabbio, finiscono altre 11 persone, è l’operazione Campus Belli. Si tenta di fare terra bruciata al giro di fiancheggiatori del boss latitante Matteo Messina Denaro. Il processo finisce con tanti assolti e qualche condanna. 
Torna in libertà Caravà, l’uomo che è stato sempre presente nella vita politica e amministrativa di Campobello negli ultimi 20 anni. Da quando nel 92 era consigliere comunale. Proprio prima della strage di via d’Amelio il Comune veniva sciolto per mafia. Nel decreto di scioglimento

giovedì 6 febbraio 2014

Concorso in associazione mafiosa, assolto l'ex sindaco di Campobello

CAMPOBELLO DI MAZARA. Il tribunale di Marsala ha assolto l'ex sindaco di Cambobello di Mazara nel trapanese, Ciro Caravà, imputato con l'accusa di concorso in associazione mafiosa. Il collegio giudicante presieduto da Gioacchino Natoli ne ha ordinato l'immediata scarcerazione.

Caravà, 55 anni, era alla guida di una giunta di centrosinistra. Fu rinviato a giudizio il 7 dicembre 2012. Il Comune venne stato sciolto per infiltrazioni mafiose il 27 luglio 2012. L'ex primo cittadino secondo l'accusa, avrebbe intrattenuto rapporti con esponenti della locale

lunedì 20 gennaio 2014

Mafia, processo Campus Belli. Adesso in sei rischiano la falsa testimonianza


La spada di Damocle della possibile incriminazione per falsa testimonianza pende sul capo di tre persone ascoltate, davanti il Tribunale di Marsala, nel processo ‘’Campus Belli’’ (Ciro Caravà + 6). A correre questo rischio sono Giuseppe Iossa, Giuseppe Curaba e Vincenzo Scirè. A chiedere la trasmissione alla Procura di Marsala degli atti d’udienza in cui i tre testi sono stati ascoltati è stato il pm della Dda Pierangelo Padova. Iossa e Curaba hanno testimoniato il 27 marzo 2013. Il primo, campano, commerciante di olive, è stato interrogato sui rapporti che avrebbe intrattenuto con alcuni imputati e con le ditte Eurofarida, Agricola Siciliana e Curaba. Iossa ha detto di non aver

giovedì 16 gennaio 2014

Mafia a Campobello di Mazara, chiesti 18 anni per ex sindaco



TRAPANI. La condanna a 18 anni di carcere è stata chiesta dal pm della Dda Pierangelo Padova per l'ex sindaco di Campobello di Mazara, Ciro Caravà, 54 anni, imputato assieme ad altre sei persone nel processo, in corso nel Tribunale di Marsala, scaturito dall'operazione antimafia 'Campus Belli' del 16 dicembre 2011. Tra le persone allora arrestate dai carabinieri del Ros anche l'ex sindaco, all'epoca ancora in carica e a capo di una giunta di centrosinistra. In seguito, il Comune fu sciolto per infiltrazioni mafiose.

Dalle indagini, infatti, sarebbe emerso, secondo i pm, che il sindaco Caravà intratteneva rapporti con esponenti della locale famiglia mafiosa capeggiata da Leonardo Bonafede, 81 anni, anch'egli imputato assieme a Cataldo La Rosa, di 48 anni, e Simone Mangiaracina, di 76, considerati il "braccio operativo" dell'anziano boss, a Gaspare Lipari, di 46, che avrebbe svolto

sabato 9 novembre 2013

Processo "Campus Belli"

MARSALA, 09 NOV – Con la testimonianza dell’architetto Salvatore Montalbano, tecnico del Comune di Campobello di Mazara, sono terminate, in Tribunale, le deposizioni nel processo scaturito dall’operazione antimafia «Campus Belli». Citato dalla difesa, Montalbano ha escluso infiltrazioni mafiose nelle gare d’appalto aggiudicate da commissioni comunali di cui faceva parte, talvolta anche come presidente. «Nessun sospetto di collusioni mafiose – ha dichiarato Montalbano a proposito dell’appalto vinto

mercoledì 17 luglio 2013

L'eredità di Caravà a Campobello. 5 milioni di debiti

Che prima o poi la montagna di debiti contratti dalle amministrazioni guidate dall’ex sindaco Ciro Caravà, la prima e anche per poco la seconda, dovesse arrivare lo si sapeva. Ma che la quantità fosse così enorme ha sorpreso davvero tutti a Campobello di Mazara. 
Soprattutto i commissari straordinari che sono al lavoro per risanare un ente formalmente in dissesto finanziario. I debiti contratti dall’amministrazione Caravà, dai suoi assessori e dai vari consiglieri e dirigenti che lo hanno affiancato nel corso delle due sindacature a partire dal 2006 fino a tutto il 2011 sono ben più di 5 milioni di euro. L’elenco è stato stilato dal dirigente del Servizio Finanziario Pietro

mercoledì 22 maggio 2013

Processo "Campus Belli", ascoltato Bono

"A Campobello c'erano cinque mafiosi: Alfonso Passanante, con cui ero parente, Leonardo Bonafede, Nunzio Spezia e fratelli Nicolò e Lillo Alfano. Comandava Bonafede. Era un capodecina".
È così che il 77enne pentito campobellese Pietro Bono, ex commerciante, con una condanna definitiva a 4 anni per favoreggiamento alla mafia, ha descritto il vecchio organigramma di Cosa Nostra nel centro belicino deponendo, in videoconferenza, nel processo «Campus Belli». Un processo che alla sbarra degli imputati vede sette persone, tra le quali anche l'ex sindaco Ciro Caravà. Rispondendo alle domande

lunedì 6 maggio 2013

Campobello di Mazara, beni confiscati alla mafia inventariati, ma spesso inutilizzati

Era il 13 novembre 2011 quando l’ex sindaco Ciro Caravà, sorridente, insieme al suo vice Francesca Passanante, al suo consulente Vito Puccio, festeggiava un evento secolare: il dono di un frigorifero ad un’associazione che gestisce un bene confiscato alla mafia.
Tutto faceva brodo in quel di Campobello di Mazara circa due anni fa, ogni piccolo gesto pubblico di richiamo all’antimafia veniva

lunedì 25 marzo 2013

Campobello si costituisce parte civile contro l'ex Sindaco Caravà


Campobello di Mazara, La Commissione Straordinaria con i poteri della Giunta Municipale, con delibera n. 49 del 18.03.2013 nomina l’avv. Crescimanno Francesco con studio in  Palermo, via Dante n.69, quale difensore del comune per costituirsi parte civile nel processo

lunedì 4 marzo 2013

Tribunale di Marsala - Processi Golem II e Caravà. Due procedimenti con un unico filo conduttore: Matteo Messina Denaro

Sono due processi di mafia distinti tra di loro, quelli che si stanno svolgendo davanti al Tribunale di Marsala. Due processi diversi che
hanno un filo conduttore comune: il capo di cosa nostra Matteo Messina Denaro.
Uno vede imputati, il boss castelvetranese e tredici suoi presunti