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mercoledì 5 febbraio 2014

Mafia e politica. Parla la difesa di Caravà.Giammarinaro chiama cento testimoni


‘’Ciro Caravà mai è stato formalmente inserito, o meglio ‘punciutu’, nell'associazione mafiosa. La sua vita è stata attraversata da un evento determinante. La perdita di un genitore quando andava a scuola. Nel 1976, ad opera della mafia, fu ucciso lo zio e pochi giorni dopo scomparve il padre’’. E’ quanto ha affermato, in Tribunale, l’avvocato Giuseppe Oddo, difensore dell’ex sindaco di Campobello di Mazara, arrestato nell’operazione antimafia ‘’Campus Belli’’ e per il quale il pm della Dda Pierangelo Padova ha chiesto la condanna a 18 anni di carcere. ‘’Come confermato da Giovanni Brusca – ha proseguito il legale - il padre di Caravà fu vittima perché cercava di capire che fine avesse fatto il fratello. Caravà padre muore in una guerra di mafia, ma non era mafioso. Il padre di Caravà viene trovato due anni dopo in

lunedì 20 gennaio 2014

Mafia, processo Campus Belli. Adesso in sei rischiano la falsa testimonianza


La spada di Damocle della possibile incriminazione per falsa testimonianza pende sul capo di tre persone ascoltate, davanti il Tribunale di Marsala, nel processo ‘’Campus Belli’’ (Ciro Caravà + 6). A correre questo rischio sono Giuseppe Iossa, Giuseppe Curaba e Vincenzo Scirè. A chiedere la trasmissione alla Procura di Marsala degli atti d’udienza in cui i tre testi sono stati ascoltati è stato il pm della Dda Pierangelo Padova. Iossa e Curaba hanno testimoniato il 27 marzo 2013. Il primo, campano, commerciante di olive, è stato interrogato sui rapporti che avrebbe intrattenuto con alcuni imputati e con le ditte Eurofarida, Agricola Siciliana e Curaba. Iossa ha detto di non aver

sabato 9 novembre 2013

Processo "Campus Belli"

MARSALA, 09 NOV – Con la testimonianza dell’architetto Salvatore Montalbano, tecnico del Comune di Campobello di Mazara, sono terminate, in Tribunale, le deposizioni nel processo scaturito dall’operazione antimafia «Campus Belli». Citato dalla difesa, Montalbano ha escluso infiltrazioni mafiose nelle gare d’appalto aggiudicate da commissioni comunali di cui faceva parte, talvolta anche come presidente. «Nessun sospetto di collusioni mafiose – ha dichiarato Montalbano a proposito dell’appalto vinto

mercoledì 22 maggio 2013

Processo "Campus Belli", ascoltato Bono

"A Campobello c'erano cinque mafiosi: Alfonso Passanante, con cui ero parente, Leonardo Bonafede, Nunzio Spezia e fratelli Nicolò e Lillo Alfano. Comandava Bonafede. Era un capodecina".
È così che il 77enne pentito campobellese Pietro Bono, ex commerciante, con una condanna definitiva a 4 anni per favoreggiamento alla mafia, ha descritto il vecchio organigramma di Cosa Nostra nel centro belicino deponendo, in videoconferenza, nel processo «Campus Belli». Un processo che alla sbarra degli imputati vede sette persone, tra le quali anche l'ex sindaco Ciro Caravà. Rispondendo alle domande

lunedì 4 marzo 2013

Tribunale di Marsala - Processi Golem II e Caravà. Due procedimenti con un unico filo conduttore: Matteo Messina Denaro

Sono due processi di mafia distinti tra di loro, quelli che si stanno svolgendo davanti al Tribunale di Marsala. Due processi diversi che
hanno un filo conduttore comune: il capo di cosa nostra Matteo Messina Denaro.
Uno vede imputati, il boss castelvetranese e tredici suoi presunti

giovedì 21 febbraio 2013

CAMPOBELLO di M. - Caravà: "Da 13 mesi non posso dire la mia

Caravà: "Da 13 mesi non posso dire la mia. Per me accuse inverosimili".
Processo Campus Belli. Ciro Caravà, ex Sindaco di Campobello di Mazara, ha voluto fare la sua dichiarazione durante l'udienza di questa mattina. Ha approfittato della richiesta fattagli dal Presidente del Tribunale Gioacchino Natoli, che voleva sapere in quale Cantone Svizzero fosse nato. Natoli lo ha fermato, ma dopo la sospensione

venerdì 8 febbraio 2013

Campobello di M. - Processo a Caravà, il Comune di Campobello si costituisce parte civile.

Ammesse le Ass. Antiracket. Mannina, i legali chiedono l'assoluzione in appello
 
16:50 - Si è conclusa la prima udienza del processo Caravà.
 
   Il Tribunale presieduto da Gioacchino Natoli, giudici a latere Roberto Riggio e Sara Quittino,  dopo aver ascoltato le richieste per la