CASTELBUONO. I primi ad accorgersene, la scorsa settimana, sono stati alcuni ragazzini. Erano a casa di un’amica, una festa come tante, il classico momento di goliardia, la decisione di fare un giro su qualche sito pornografico e la sorpresa, sconvolgente, di trovare la foto di una loro coetanea proposta come una sorta di escort. È bastato scavare ancora, «sfogliare» le pagine del blog, leggere i commenti e visualizzare le immagini per capire che quella non era l’unica ragazza di Castelbuono finita in rete. E che, in realtà, si trattava di una delle più grosse violazioni della privacy e di uno dei più grossi furti di immagini che, almeno nella provincia di Palermo, ha coinvolto una singola comunità.
Qualcuno parla di una sessantina di vittime, qualcun altro addirittura di cento. Di fatto, da alcuni giorni davanti alla stazione dei carabinieri e allo studio di alcuni legali c’è la fila di mariti, fidanzati, genitori e