BAGHERIA. Decine di bare accatastate, altre bruciate, resti umani sparsi tra i muri perimetrali e alcune cappelle private. Quando i carabinieri sono arrivati al cimitero di Bagheria (Palermo) hanno trovato ancora qualche tizzone acceso: chi aveva organizzato lo scempio non aveva avuto il tempo di smaltire le tracce di un'operazione macabra e misteriosa. Su tutto si proietta l'ombra della mafia. Per questo l'indagine è subito passata dalla Procura di Termini Imerese ai magistrati della Dda di Palermo.
Filo conduttore dell'inchiesta sono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Sergio Flamia che sta ricostruendo le vicende criminali degli ultimi trent'anni in un
