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martedì 18 ottobre 2016

Dialisi in strutture private, 5 arresti

Sviavano pazienti in dialisi dalle strutture pubbliche a quelle private. E' l'accusa contestata a cinque persone, tra imprenditori e dirigenti medici, che sono stati posti agli arresti domiciliari. Tra loro anche un imprenditore legato da vincoli di parentela con un noto latitante di mafia. Nei loro confronti, nell'ambito

venerdì 16 maggio 2014

Il caso della Diaverum, la sanità in Sicilia e il cugino di Messina Denaro



Già nell'anticipazione di domenica scorsa avevamo parlato delle attenzione dei magistrati rispetto alla posizione di una multinazionale del settore, senza ricevere alcuna smentita. E il Tgr Rai Sicilia, in due servizi in onda lunedì scorso, ha approfondito la questione. Parlando di 18 centri di dialisi acquistati da una società che non risulta convenzionata con la Regione: questa la prima «anomalia» riscontrata in uno screening avviato dalla Regione. La seconda sarebbe legata al fatto che i funzionari dell'assessorato alla Salute segnalano che tutti i contratti di questi centri sarebbero stati firmati da una stessa persona, il responsabile dell'area manager Sicilia per la medesima

domenica 11 maggio 2014

Gli affari di Messina Denaro sulla pelle dei dializzati

A Palermo inchiesta choc: ipotesi di infiltrazioni e truffa, al setaccio le cliniche private. Prove di legami col superboss

di Mario Barresi
PALERMO - Le mani della mafia sulla sanità siciliana. Un'ovvietà, in una terra dove la zona grigia è talmente estesa da avvolgere e oscurare qualsiasi barlume di legalità; sembra quasi un banale discorso da bar d'ospedale, o magari un chiacchiericcio qualunquista da sala d'aspetto del medico. Ma l'inchiesta-choc della Procura di

sabato 29 giugno 2013

Donna anziana rinuncia ad un rene e muore: “Datelo ad un giovane”

Ha detto “no” al trapianto, dopo aver atteso per 16 anni la “disponibilità” di un organo che le permettesse di tornare a una vita normale senza tre dialisi a settimana. Quando è toccato a lei, Rina Zanibellato, 79 anni di Paderno (Treviso), ha passato la mano, cedendo il posto in lista a uno dei giovani malati incontrati in ospedale.