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lunedì 6 giugno 2016

Mafia: sindaco Corleone denuncia stampa


"Ninetta Bagarella, il giorno della processione incriminata, non era a Corleone. E' andata a Parma, dove il marito è detenuto, e non è ancora tornata in paese.

    Quindi è impossibile che, come scrive la stampa, fosse al balcone a guardare un inchino che non c'è mai stato". Lo dice il sindaco di Corleone Lea Savona che smentisce la presenza della moglie del capomafia a Corleone, domenica scorsa, giorno in cui, secondo quanto raccontato dai

domenica 5 giugno 2016

Corleone, processione fa 'inchino' davanti a casa Riina

Totò Riina ha tuttora una "elevatissima pericolosità sociale" e la "capacità" di "mantenere i contatti con la cosca mafiosa di appartenenza", quella dei sanguinari stragisti 'corleonesi'. Lo ha sottolineato la Cassazione, nella sentenza 19811 depositata il dodici maggio, confermando il carcere duro per l'ex capo di Cosa

domenica 15 maggio 2016

Mafia e appalti. Spunta l'ombra di Messina Denaro sui lavori di restauro a Pompei

C'è l’ombra di Cosa nostra nell’indagine della procura di Torre Annunziata sul “Progetto Grande Pompei”. Nel mirino ci sono i lavori svolti in passato, fino a metà 2014, nel sito archeologico. Salle carte acquisite in questi anni sugli appalti destinati al rilancio di uno dei siti archeologici più famosi del mondo emergono nomi sospetti in un intreccio complicato di società, consorzi, cessioni di rami d’azienda.  l lavoro degli investigatori è soprattutto con le carte e le banche dati. Il sospetto è che a vincere le gare siano

lunedì 9 maggio 2016

Maniaci, i dolori dell'antimafia, e quel bruciore fitto, fino al centro dello sterno....

Un bruciore fitto, fino al centro dello sterno.
Regnano la confusione e la paura, dopo che il giornalista antimafia più famoso al mondo, Pino Maniaci, è stato raggiunto da un divieto di dimora in Sicilia Occidentale, perché è indagato per estorsione. I particolari li conosciamo tutti. E ci sono queste intercettazioni terribili, terribili. E il pizzo sulle magliette, e i soldi sottobanco per pagare l'affitto di casa, e l'amante sistemata al

giovedì 5 maggio 2016

Massimo Russo: "Calcara? Non ha fatto mai parte di Cosa Nostra"

Uno dei casi di questi ultimi anni che ha fatto maggiormente discutere sulla credibilità o meno dei pentiti o collaboratori di giustizia italiani è quello di Vincenzo Calcara. Nato a Castelvetrano, appartenente all’organizzazione criminale “Cosa Nostra”, condannato a 14 anni di carcere per omicidio, riuscì a fuggire in Germania per non scontare la pena. Nel maggio del 1991, secondo le sue dichiarazioni, fu incaricato di uccidere il

«Qua comando io». L'antimafia "sporca" di Pino Maniaci

Il direttore di Telejato, paladino della legalità, è indagato per estorsione dalla procura di Palermo. Chiedeva denaro ai sindaci in cambio del silenzio stampa su episodi compromettenti. Nelle carte

venerdì 29 aprile 2016

Palermo, sequestro da 15 milioni di euro ad un sodale di Riina Junior: anche il bar vicino al Pantheon dove si trova salma di Falcone

PALERMO – C’e’ anche il bar ‘San Domenico’ davanti all’omonima chiesa, ‘Pantheon’ di Palermo, dove e’ stata traslata anche la salma di Giovanni Falcone e dove si sono celebrati i funerali di molti servitori dello Stato, nel patrimonio da 15 milioni sequestrato a Francesco Paolo Maniscalco, figlio di un esponente di spicco della cosca di Corso dei Mille, e legato a Giuseppe Salvatore Riina, figlio

mercoledì 27 aprile 2016

Messina Denaro compie 54 anni ma per alcuni sarebbe morto

PALERMO - Compie oggi 54 anni l'imprendibile boss di Castelvetrano (Trapani) Matteo Messina Denaro ricercato da 23 anni. Figlio dello storico capomafia Francesco Messina Denaro, vicino alla mafia stragista dei corleonesi, ha sulle spalle diverse condanne definitive all'ergastolo, alle