MADRID - Parte da Pamplona - famosa per la corsa dei tori lasciati liberi tra la gente nelle feste di San Firmino - la rivolta contro gli sfratti per morosità, che in Spagna hanno causato negli ultimi mesi almeno nove suicidi e che hanno interessato dall'inizio della crisi circa 400 mila persone. L'assemblea dei fabbri della città capoluogo
della Navarra ha infatti deciso che non collaborerà più con gli ufficiali giudiziari e con le banche per sostituire le serrature agli alloggi degli sfrattati. «Scelta di dignità». «Ci rimettiamo economicamente - ha spiegato il presidente dell'Assemblea, Iker de Carlos - ma abbiamo una dignità. Pertanto, d'ora in poi i messi del tribunale dovranno rivolgersi a fabbri che non siano della nostra regione. Quello che si vede in televisione è diverso da quando si va sul posto. Sai che stai contribuendo a mandare fuori dalle loro case persone che dovranno continuare a pagare un debito perpetuo. Sappiamo che non sarà una rivoluzione, ma vogliamo servire come uno stoppino della Navarra per accendere il fuoco».
Categoria in subbuglio. La protesta dei fabbri di Pamplona è seguita con attenzione dai loro colleghi che stanno esaminando la possibilità di applicarla in altre città e di chiamare a raccolta tutta la categoria. Il fabbro viene chiamato dal Tribunale per forzare la porta e montare una serratura nuova dopo che l'ufficiale giudiziario ha eseguito il pignoramento e mandato via gli occupanti, persone che a causa della crisi non riescono più a pagare i mutui. «Prima di essere professionisti siamo delle persone – ha avvertito al El Pais il presidente della Federazione spagnola, David Ormaechea -. Assistiamo a drammi enormi e non possiamo più partecipare inermi a questi eventi».
Fonte: Il Messaggero
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